05 maggio 2026

Il Trattato sull’alto mare

Il Trattato sull’alto mare, formalmente conosciuto come Agreement on Biodiversity Beyond National Jurisdiction (BBNJ)è entrato in vigore il 17 gennaio 2026. L’entrata in vigore è un passo avanti verso il raggiungimento dell’obiettivo globale di proteggere il 30% dell’oceano entro il 2030!

Perché è importante il Trattato sull’alto mare

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha commentato che il Trattato “colma una lacuna critica nella governance per garantire un oceano resiliente e produttivo per tutti. Adesso potremo passare rapidamente all’attuazione universale e completa“.

Pratiche come la pesca non regolamentata, il trasporto marittimo, l’inquinamento, i cambiamenti climatici e l’estrazione mineraria dai fondali marini profondi si possono affrontare solo attraverso un approccio coordinato e olistico, come appunto il Trattato sull’alto mare.

Lo strumento consente l’istituzione di aree marine protette concordate a livello globalerafforza i requisiti per le valutazioni di impatto ambientale relative alle attività marine, come la pesca, il trasporto marittimo, la posa di cavi e l’estrazione di risorse. Migliora la trasparenza e favorisce la cooperazione scientifica. Inoltre, impone una ripartizione equa dei benefici derivanti dalle risorse genetiche marine.