Ridurre la propria impronta idrica significa intervenire in modo concreto sull’impatto complessivo delle proprie abitudini di consumo. Nel caso dell’acqua in bottiglia, l’impatto ambientale non riguarda esclusivamente il contenuto della confezione, ma l’intera filiera produttiva.
La produzione della plastica richiede l’impiego di materie prime di origine fossile, energia e acqua. A questo si aggiungono le fasi di imbottigliamento, etichettatura, imballaggio e trasporto, spesso su lunghe distanze. Ogni confezione acquistata comporta quindi un consumo indiretto di risorsa idrica e un’emissione di CO₂ che incidono sull’equilibrio ambientale.
Ridurre il consumo di acqua confezionata consente, dunque, di:
- diminuire la produzione di rifiuti plastici monouso;
- contenere il consumo energetico legato alla produzione e al trasporto;
- limitare l’utilizzo indiretto di acqua nei processi industriali;
- adottare un modello di consumo più responsabile e sostenibile.
SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE
L’uso dell’acqua di rete evidenzia un approccio ecologico per quanto riguarda l’attenzione al risparmio di materie prime nonché allo smaltimento dei rifiuti:
- ingente risparmio di materie prime ed energia, necessarie a produrre le bottiglie di plastica
- un minor inquinamento dell’aria legato alla produzione di PET (la plastica delle bottiglie)
- minori emissioni di CO2 legata al trasporto su TIR delle acque minerali dalle sorgenti ai luoghi di consumo
- minore produzione di rifiuti plastici, con costi notevoli per il loro smaltimento, che vengono ripartiti tra tutti i cittadini.
ECONOMIA
Tramite questo approccio all’erogazione dell’acqua le famiglie possono sostenere spese inferiori rispetto all’acquisto di acqua in bottiglia generando un notevole risparmio economico!